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24/04/2014

Napoli Repubblica [It]: "La nostra musica di idee imprevedibili" [Entrevista]

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C'È chi osserva il fluire del tempo da una panchina di una piazza trafficata e chi, come i Fitness Forever, dall'Hotel Flamingo. Un luogo magico, fantomatico, dal quale s'intercettano sentimenti. Che la band di Carlos Valderrama, Scialdone, Big Tony Fresa, Paster, trasforma in canzoni. Assieme a loro, un po' di amici consapevoli e dotati, come Alfredo Maddaluno, Nino Bruno, Gibbone, hanno realizzato "Cosmos", album che verrà eseguito live domani dalle 22 al Lanificio 25 di Porta Capuana (biglietti a 5 euro, info 081 658 2915). "Avendo scelto il moniker di Carlos Valderrama, talento colombiano del pallone, per la mia avventura musicale la parola Cosmos si associa naturalmente a quell'incredibile team di fuoriclasse in ciabatte (Pelè, Beckenbauer, Chinaglia) della seconda metà degli anni '70 a New York. Quel decennio è l'era a cui ci siamo ispirati".

 



 

Poche band partenopee compongono con clavinet, harpsichord, piano wurlitzer, sintetizzatori. Le vostre fonti sono il beat, il philly sound, Steely Dan, Battisti e Hancock. Possibile che nella vostra identità esista così poco del ritmo di scuola napoletana?
"Pino Daniele e James Senese erano ovviamente ispirati dai groove Usa dei '70. Tullio De Piscopo ha prestato il suo sound magico a produzioni discomusic eccellenti; Elio D'Anna, flautista degli Osanna, produsse nel 1981 "Sfinge" di Enzo Carella. Non dimentichiamo lo splendido minimalismo di Luciano Cilio. La Napoli di questi musicisti ha il suo ascendente nella nostra discografia".

I live dei Fitness sono sempre un azzardo. Cos'accadrà stavolta al Lanificio 25?
"Per suonare dal vivo "Cosmos" abbiamo rivoluzionato la line-updelgruppo, checonmeinclude Francesca Diletta Iavarone (flauto traverso), Carola Moccia (voce/chitarra), Andrea De Fazio (batteria), Roberto Porzio (tastiere), Alfredo Maddaluno (sintetizzatori/voci/chitarre) e Luigi Scialdone (canto/basso). Il concerto è una grande festa. Se n'è accorto pure Erlend Øye dei Kings of Convenience, col quale abbiamo iniziato di recente un progetto discografico".

Il nonsense è un'altra vostra dote...
"Penso che derivi molto dall'essere napoletani. Qui guardiamo il mondo attraverso una lente che abbina ironia, disillusione, bellezza e cinismo e rasenta il nichilismo".

A distanza di quattro anni dal debutto, quali album avete ascoltato nella scrittura di "Cosmos"?
"Il Battisti di "Una giornata uggiosa" e il Celentano prete discotecaro di "Qua la mano" sono il nostro immaginario. Che incorpora "Aja" degli Steely Dan e "Previsão do tempo" e "Garra" di Marcos Valle. I testi hanno un forte contenuto autobiografico. L'ambizione però era una ricerca sonora intensa, volevamo scrivere inedite partiture di archi e fiati, miscele soniche, ritmi. Provo un fastidio insopportabile quando la musica diventa una terra prevedibile, con autoristericamente preoccupati di compiacere un pubblico a sua volta disinteressato e annoiato e pronto solo a una facile assimilazione. E almeno fin quando avremo voglia e idee, vorremmo essere un punto di rifermento per chi, dalla musica, cerca qualcosa di più di tutto questo".


 


 


 

 

 

 

 

 

 

 

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